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Amianto: in vigore le nuove regole del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. n. 213, l’Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/2668, introducendo un aggiornamento sostanziale della disciplina sulla protezione dei lavoratori esposti al rischio amianto.

Il decreto, in vigore nel 2026, modifica il Titolo IX – Capo III del D.Lgs. 81/2008 e definisce nuovi obblighi operativi per imprese, professionisti ed enti coinvolti in attività su edifici, impianti e cantieri.

Cosa cambia oggi per le aziende 

Le principali novità introdotte, attualmente pienamente applicabili, riguardano:

  • Obbligo di individuazione preventiva della possibile presenza di materiali contenenti amianto prima dell’avvio di lavori di demolizione, manutenzione, ristrutturazione o bonifica, con una valutazione del rischio più approfondita e documentata;

  • Riduzione del valore limite di esposizione professionale a 0,01 fibre/cm³, un limite significativamente più restrittivo rispetto a quello precedentemente previsto dal D.Lgs. 81/2008;

  • Adozione di metodiche analitiche più sensibili, in grado di rilevare anche le fibre di amianto più sottili, oggi riconosciute come particolarmente pericolose per la salute dei lavoratori.

Queste modifiche hanno ricadute immediate sulla gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro, sulle attività di manutenzione degli edifici esistenti e sugli interventi di bonifica, richiedendo un aggiornamento delle valutazioni e delle procedure operative.


Amianto: un rischio ancora attuale

L’amianto è stato riconosciuto come agente cancerogeno dal D.Lgs. 257/1992. In presenza di materiali degradati o durante interventi edilizi, le fibre possono disperdersi nell’aria, depositarsi nelle vie respiratorie e raggiungere il tessuto polmonare, causando patologie anche gravi, spesso a lunga latenza.

Alla luce dell’attuale quadro normativo, l’identificazione tempestiva e il monitoraggio ambientale assumono un ruolo centrale nella prevenzione e nella tutela della salute dei lavoratori.


TLAB utilizza le principali metodiche riconosciute dalla normativa e dalla prassi tecnico-scientifica:

  • Microscopio Ottico a Contrasto di Fase (MOCF);

  • Microscopio Elettronico a Scansione (SEM);

  • Spettrofotometria FT-IR;

  • Diffrattometria a raggi X (DRX).

Le attività di controllo maggiormente richieste riguardano:

  • Determinazione della presenza o assenza di amianto in superfici o porzioni di materiale (fibrocemento, lane minerali, linoleum, coperture, cartongesso, ecc.);

  • Valutazione del rischio chimico da amianto negli ambienti di lavoro, mediante campionamenti ambientali e personali.


TLAB affianca imprese, professionisti ed enti pubblici nella gestione del rischio amianto, fornendo:

  • Campionamento di matrici solide;

  • Campionamento di fibre di amianto aerodisperse negli ambienti di lavoro;

  • Valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto.

Operiamo per garantire conformità normativa, prevenzione e sicurezza, in un contesto legislativo oggi più stringente e orientato alla massima tutela della salute.

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