L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha recentemente pubblicato un aggiornamento alla proposta di restrizione sui PFAS (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche), comunemente definite “forever chemicals” per la loro estrema persistenza nell’ambiente.
Si tratta di un passo importante nell’ambito del regolamento europeo REACH, che mira a ridurre i rischi legati all’uso di sostanze chimiche pericolose, garantendo al tempo stesso un equilibrio tra tutela della salute, salvaguardia ambientale e continuità dei processi industriali.
La bozza aggiornata nasce dall’analisi di oltre 5.600 commenti scientifici e tecnici ricevuti durante la consultazione pubblica del 2023. In particolare, le cinque autorità che hanno presentato il dossier hanno ampliato la valutazione a nuovi settori di utilizzo inizialmente non considerati, tra cui:
applicazioni di stampa;
sistemi di sigillatura e macchinari;
usi medici (come confezionamento immediato ed eccipienti farmaceutici);
applicazioni militari ed esplosivi;
tessuti tecnici;
usi industriali più ampi (es. solventi e catalizzatori).
Oltre al divieto totale o al divieto con deroghe temporanee, sono state prese in esame anche opzioni di restrizione condizionate, che potrebbero consentire la fabbricazione o l’utilizzo dei PFAS in casi specifici, laddove i rischi risultino controllabili.
Le valutazioni in corso da parte dei Comitati scientifici dell’ECHA (RAC e SEAC) porteranno a un parere tecnico che sarà trasmesso alla Commissione europea. La decisione finale spetterà poi alla Commissione, con il coinvolgimento degli Stati membri.
Per le aziende, questo significa che:
sarà sempre più importante sapere se i PFAS sono presenti nei propri processi, prodotti o catene di fornitura;
occorrerà valutare alternative tecnologiche e materiali più sicuri;
sarà necessario adottare strategie di monitoraggio e controllo per dimostrare conformità ai futuri obblighi normativi.
Come Laboratorio di Analisi Chimiche Ambientali, TLAB supporta imprese e istituzioni in questa fase di cambiamento fornendo:
analisi accurate dei PFAS in matrici ambientali e industriali;
monitoraggi personalizzati per settori produttivi specifici;
consulenza tecnica per affrontare in modo proattivo le nuove restrizioni europee;
strumenti per sviluppare strategie di riduzione e sostituzione delle sostanze a rischio.
Agire in anticipo significa ridurre i costi di adeguamento, garantire la continuità operativa e dimostrare responsabilità nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica.
Fonte: ECHA – Proposta aggiornata di restrizione PFAS (bozza del Documento di base).