Dal 10 maggio 2026 entra in vigore la Direttiva (UE) 2026/805, che aggiorna la normativa europea sulla tutela delle acque superficiali e sotterranee.
Il provvedimento modifica tre riferimenti centrali della disciplina ambientale europea:
Per le aziende italiane, la novità si traduce in una maggiore attenzione alla prevenzione dell’inquinamento, al monitoraggio degli scarichi e alla gestione dei rischi ambientali.
Controlli più evoluti sulla qualità delle acque
La nuova direttiva aggiorna il concetto di buono stato chimico, includendo non solo le sostanze prioritarie già note, ma anche nuovi contaminanti e parametri basati sugli effetti ambientali.
Questo significa che nel tempo potranno essere richiesti controlli più completi e specifici anche alle attività produttive.
Viene chiarito il concetto di deterioramento di un corpo idrico: anche il peggioramento di un singolo parametro può assumere rilevanza nella valutazione ambientale.
Per le imprese diventa quindi ancora più importante prevenire anomalie negli scarichi e mantenere sotto controllo i processi produttivi.
Gli Stati membri dovranno rafforzare i sistemi di monitoraggio e rendere disponibili i dati con maggiore frequenza tramite strumenti digitali armonizzati.
Ciò porterà progressivamente a controlli più strutturati e a una maggiore trasparenza ambientale.
In Italia resta centrale il D.Lgs. 152/2006, che disciplina scarichi idrici, limiti autorizzativi, campionamenti e autocontrolli.
Le imprese dovrebbero:
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Prevenire criticità ambientali e mantenere la conformità normativa è oggi un fattore strategico per ogni impresa.
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