L’introduzione della microscopia elettronica migliora la rilevazione delle fibre sottili e l’art. 253 aggiorna il monitoraggio delle fibre aerodisperse nei luoghi di lavoro.
Con il nuovo D.Lgs. 213/2025, cambia non solo il limite di esposizione all’amianto, ridotto a 0,01 fibre/cm³, ma anche il metodo con cui queste fibre devono essere rilevate.
Fino al 20 dicembre 2029, le analisi possono essere effettuate con microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF), una tecnica consolidata che consente il conteggio delle fibre respirabili, ma non permette di distinguere la loro natura e ha limiti nella rilevazione delle fibre più sottili.
Dal 21 dicembre 2029, diventa obbligatoria la microscopia elettronica a scansione (SEM) o metodi equivalenti, che offrono:
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Un passaggio centrale del D.Lgs. 213/2025 riguarda l’art. 253, che disciplina il monitoraggio delle fibre aerodisperse di amianto nei luoghi di lavoro.
La normativa stabilisce che l’esposizione dei lavoratori deve essere ridotta al minimo e che il datore di lavoro deve verificare i limiti mediante misurazioni della concentrazione di fibre nell’aria.
Le principali indicazioni sono:
Inoltre, il passaggio all’SEM consente di rilevare anche le fibre più sottili, rendendo più efficace il controllo dell’esposizione e la gestione del rischio professionale.
L’amianto, classificato come agente cancerogeno, richiede controlli accurati in caso di deterioramento, manutenzione o danneggiamento dei materiali.
Le analisi principali comprendono:
Le tecniche utilizzate includono MOCF, SEM, spettrofotometria FT-IR e diffrattometria a raggi X (DRX).
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